Quaresima 2026: La Croce di Gesu' e' la vittoria sulla nostra morte
Lo scorso primo marzo ho predicato un ritiro quaresimale nella nostra parrocchia di S. Teresa, a Kowloon. Vi hanno partecipato circa 200 persone. Il primo marzo era gia' la seconda domenica di Quaresima. Nel fissare il giorno del ritiro abbiamo dovuto aspettare che le maggiori feste del Capodanno lunare fossero passate (come e' tradizione qui in Cina). Il testo ha anche indicazioni (in corsivo) sulle immagini proiettate, anche se il mio blog non permette l'inserimento di piu' di 10 foto! Con le mie profonde scuse. E buona Quaresima!
2- Cees Nooteboom
L’11 febbraio scorso e’ morto in Spagna Cees Nooteboom, scrittore olandese, definito “uno dei migliori interpreti del 20mo secolo”. Nooteboom (31 July 1933 – 11 February 2026) ha ricevuto molti premi per I suoi libri ed e’ stato anche candidato al Premio Nobel. Uno di suoi libri che l’ha reso famoso – tradotto in decine di lingue – e’ “Rituali”, scritto negli anni ’80.
3-Rituals cover
La trama del libro e’ l’incontro-scontro fra tre personaggi.
Il primo, Arnold Taads, e’ un ex militare che denuncia tutte le falsita’ e le maschere dietro cui gli uomini si nascondono, ed e’ giunto a disprezzare tutti. Vive come in una fortezza, dominato dalle scadenze e dagli orari: se qualcuno arriva presto all’appuntamento, lo fa attendere fino all’ora fissata. Vive da solo con il suo cane. D’inverno si trasferisce in Canada per mesi, in un rifugio sotto la neve. Per rifornirsi di cibo, una volta alla settimana scende al paese, si carica le provviste in uno zaino e poi ritorna al suo rifugio, percorrendo piu’ di 6 km nella neve alta. Sa che se in uno di questi viaggi si sente male, potrebbe morire perche’ non c’e nessuno che possa salvarlo. E infatti un giorno accade proprio cosi’.
Il secondo personaggio e’ il figlio di Arnold, Philip Taads, che il padre non ha mai voluto riconoscere. Vive da solo, lavorando part-time e dedicando il tempo alla meditazione buddista zen. Dice di non aver mai trovato amore. E’ giunto a giudicare tutto come vanita’ e soprattutto la sua interiore vuotezza. E cosi’ un giorno, dopo un rituale zen di saluto ai suoi conoscenti, si getta nel fiume e muore.
Il terzo personaggio e’ il protagonista, Inni Wintrop, un uomo che da piccolo ha ricevuto un’educazione cattolica e l’ha poi abbandonata vivendo alla giornata. Come un drifter, trascinato qua e la’, lavora, ma senza dedizione; si lega a una donna o a un’altra e dopo si lasciano; si interessa di arte, ma solo per commercio. Non ha memoria o rimpianti: tutto nella sua vita e’ solo un sentimento immediato, grande e bello in questo istante, ma che dopo viene abbandonato e dimenticato. Lui pero’ non si suicida: si accontenta di riempire le sue giornate di sussulti usa-e-getta, sfuggendo il dolore e soprattutto restando lontano da chi soffre.
Questi tre modi di vivere mi sembrano la fotografia del modo in cui si vive nel nostro mondo.
4) Hong Kong
Anche ad Hong Kong ci sono persone dominate dall’orario, che cercano di vincere un mondo che essi disprezzano, come Arnold Taads. Anche qui vi sono persone come Philip Taads che contemplano la vuotezza della loro vita, soprattutto quando il ruolo da essi accarezzato, si distrugge e fallisce. Anche qui vi sono suicidi.
E anche qui vi sono persone che si accontentano di vivere alla giornata, come Inni Wintrop, fuggendo il dolore proprio e degli altri, spremendo dalle cose soddisfazioni e istinti, senza memoria, senza ideale, senza attendersi nulla.
Cos’e’ la Quaresima?
5) Gesu’ e il diavolo
Quaresima e’ il tempo in cui la Chiesa annuncia che Dio e’ venuto a liberarci dalla nostra mancanza di senso, dalla nostra vuotezza, dalla nostra meschinita’. La lotta di Gesu’ contro Satana nel deserto, la vittoria sulle tentazioni, sono il segno che Gesu’ e’ venuto a distruggere le fortezze dell’egoismo in cui ci chiudiamo; e’ venuto a riempire l’abisso del vuoto che scopriamo in noi; e’ venuto a darci un ideale e un futuro gioioso.
Nel Vangelo si narra di un indemoniato di Gerasa che Gesu’ ha guarito (Marco 5:1-20). L’indemoniato viveva con violenza tutti i rapporti (aveva rotto tutte le catene che cercavano di immobilizzarlo); stava nei cimiteri (luoghi di morte); urlava e si percuoteva il petto con pietre (facendosi del male da solo). E quando Gesu’ lo incontra, egli gli grida: «Che c'è fra me e te, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di Dio, di non tormentarmi» (Marco 5:7).
6) Gesu’ vince il diavolo
Gesu’ e’ venuto a tormentare e a scacciare i demoni dalla nostra vita, quelli che ci tengono prigionieri: la nostra superbia, il nostro vuoto, il nostro vivere superficiale, accontentandosi di soddisfazioni temporanee.
Questo e’ un primo punto importante nella nostra meditazione quaresimale: la Quaresima non e’ anzitutto quanto noi possiamo fare per Dio (preghiere, digiuni, elemosine), ma fissare lo sguardo su quanto Dio ha fatto per noi!
E infatti la Quaresima e’ il tempo che ci prepara a vivere e ricevere il dono della Pasqua, della morte di Gesu’ per noi e della sua vittoria sulla morte con la resurrezione.
Da questo punto di vista, il tempo di Quaresima e’ diverso dal Ramadan, o dalla meditazione buddista. In questi ultimi si digiuna e si prega avendo come ideale la propria perfezione. Nella Quaresima la propria perfezione e’ il frutto del dono perfetto che e’ la vita, morte e resurrezione di Gesu’, che ci ha amati fino alla fine: e’ Lui che trasforma la nostra vita e la rende perfetta.
Talvolta ho l’impressione che noi abbiamo con Gesu’ un rapporto di “guanxi”, con uno piu’ potente di noi, ma alla pari, un utensile a cui chiedere qualche favore ogni tanto: un aiuto per passare un esame; un appoggio per il successo di un contratto; una medicina che ci guarisca dalla malattia, dimenticandoci di Lui quando non abbiamo piu’ bisogno.
In realta’ Gesu’ non e’ un partner alla pari, ma il nostro Salvatore; non ci ha dato “qualcosa”, ma la sua intera vita. Ci ha amati e si e’ legato a noi. Per questo noi amiamo noi stessi e tutti i nostri rapporti. Egli e’ venuto nel mondo, ci ha scelti per vincere il male e la morte nostra e del mondo. Questo cambia la coscienza che abbiamo di noi stessi: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Galati 2: 20).
Il nostro battesimo
7) Pregare il Crocefisso
Quando in Quaresima partecipiamo alla Via Crucis, o meditiamo la Passione di Gesu’, non e’ sufficiente commuoverci per un destino tragico accaduto a un uomo. Noi meditiamo sulla nostra liberazione, perche’ morendo in croce, Gesu’, il Figlio di Dio, ha preso tutti i mali, gli odi, i tradimenti del mondo (e nostri) e li ha distrutti nella sua morte. E con la sua resurrezione ci ha garantito un presente e un futuro di vita vera e feconda perche’ vissuta insieme a Lui e alla sua potenza.
Il Suo amore per noi e’ eterno, per sempre. Non abbiamo piu’ bisogno di mentire per ricevere un po’ di attenzione; non piu’ bisogno di accumulare denaro o potere per ricevere stima; non piu’ bisogno di sopprimere nessuno: Gesu’ ci ha amato con amore totale e questa e’ la nostra dignita’, il nostro successo, la nostra forza.
8) Battesimo nella notte di Pasqua
Tutto questo e’ avvenuto con il nostro Battesimo: “voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c'è qui né Giudeo né Greco; non c'è né schiavo né libero; non c'è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesú” (Galati 3: 27-28). Le divisioni culturali (cinese, italiano, filippino, vietnamita, indonesiano…), sociali (imprenditore, domestic helper, professore, spazzino,…), umane (maschio contro femmina, femmina contro maschio) non hanno piu’ potere perche’ la nostra dignita’ e’ Cristo Gesu’ che vive con noi.
Per questo motivo il Battesimo viene conferito nella notte di Pasqua: perche’ e’ la celebrazione dell’amore vittorioso di Gesu Cristo sui nostri mali, sulla nostra disperazione e vuoto, sulla nostra mancanza di futuro.
E per questo motivo, coloro che hanno gia’ ricevuto il Battesimo, la notte di Pasqua rinnovano le promesse battesimali e vengono benedetti con l’acqua battesimale.
Prima del Battesimo
Cos’e’ la vita prima del Battesimo e dopo il Battesimo? Come dobbiamo vivere noi catecumeni, che aspettiamo la notte di Pasqua? Come dobbiamo vivere noi che siamo battezzati da molto tempo?
9) Gli incontri di Gesu’
Se guardiamo alla liturgia delle domeniche di Quaresima, vediamo che in ogni domenica il vangelo ci presenta l’incontro di Gesu’ con una persona che viene salvata: la samaritana, il cieco nato, Lazzaro ammalato e morto.
La samaritana incontra Gesu’ quasi per caso, stanco al pozzo in cui lei attinge l’acqua. E questo ebreo offre a lei, samaritana, un’acqua viva, speciale. Scopre che Gesu’ la comprende e la ama mille volte di piu’ che non tutti i sei mariti che ha avuto. Abbandona la brocca dell’acqua e corre ad annunciare ai suoi compaesani che ha trovato il Messia (cfr Giovanni 4).
Il cieco nato era destinato all’oscurita’ e al disprezzo perche’ gli ebrei pensavano che la sua cecita’ era una punizione di Dio. E invece, incontrandolo, Gesu’ lo guarisce e il miracolo e’ cosi’ evidente che il guarito testimonia Gesu’ come profeta perfino davanti ai sommi sacerdoti (cfr. Giovanni 9).
Lazzaro l’amico che Gesu’ amava, si ammala e muore. Gesu’ arriva, vede tutti piangere e si commuove. Gesu’ conforta le sorelle, che si consolano per il fatto che ci sara’ la resurrezione alla fine del mondo. E invece Gesu’ dice: Io sono la resurrezione e la vita adesso. E in quel momento chiama Lazzaro che esce vivo dalla tomba. E molti credettero in Gesu’ (Giovanni 11).
Prima del Battesimo c’e’ l’incontro con Gesu’, inaspettato, casuale, e un momento luminoso in cui scopriamo che tutta la nostra vita e’ amata, prende luce, torna a vivere. Ogni catecumeno puo’ raccontare che per indirizzarsi al battesimo, ha incontrato qualche testimone di Gesu’, che lo ha affascinato e compreso. Questi incontri sono i segni storici con cui Cristo e’ entrato nella nostra vita e si e’ legato a noi per sempre. Questi incontri non si possono dimenticare, metterli da parte, se vogliamo avere una vita piena.
10) Church community
Dopo il Battesimo, la liturgia ci mostra la vita della prima comunita’ cristiana: perseverante nell’insegnamento degli apostoli, nella frazione del pane, nella vita comune (Atti 2:42-segg).
Dopo il battesimo il cristiano non vive piu’ da solo, ma in una comunita’, in rapporti che Gesu’ risorto ha costituito e che sono il modo con cui il Risorto dona a noi la sua vita: nell’ascolto della Sua Parola, offerta dagli apostoli; nell’eucarestia; nel praticare l’amicizia, la fraternita’ e il perdono fra noi.
La comunita’ non e’ una serie di cose da fare, ma e’ una dimensione della nostra persona, una unita’ piu’ forte di ogni divisione, perche’ siamo stati messi insieme da Gesu’ Cristo.
S. Ignazio di Antiochia: “Quando vi radunate, il diavolo e la divisione sono sconfitti” perche’ Gesu’ e’ in mezzo a noi.
11) Missione – Madre Teresa
C’e’ un ultimo punto che mi preme sottolineare: gli incontri di Gesu’ con la samaritana, il cieco nato, Lazzaro, e gli apostoli dopo la resurrezione continuano con la missione, con il desiderio che tutti conoscano la verita’ e l’amore di Gesu’ Cristo.
Cio’ avviene con la parola e l’annuncio esplicito, ma si prepara anzitutto con l’ascolto, la pazienza, la solidarieta’, l’amore, proprio come Gesu’ ha fatto con noi.
Ricordiamo uno dei personaggi di “Rituals”: mi e’ mancato l’amore. Con la nostra vita piena di pace, di amore, di verita’ offriamo la speranza al mondo.