09 Luglio 2021 · Spiritualità

Un ponte con la Cina nel segno dei martiri

Roma (BC.it) - Oggi, 9 luglio, la Chiesa festeggia sant'Agostino Zhao Rong e altri 119 martiri cinesi, uccisi fra il 17mo e gli inizi del 20mo secolo. E' anche il primo giorno in cui inauguro questo blog (bernardocervellera.it): desidero mettere le parole, gli eventi, le riflessioni che inserirò qui sotto la protezione dei martiri cinesi. La loro intercessione e il nostro impegno possano creare un ponte con il popolo cinese e far scoprire a questo Paese, così sviluppato dal punto di vista economico, anche la fede cristiana e la dignità di ogni uomo o donna.
Come dicono alcuni cristiani cinesi contemporanei - come il pastore Wang Yi, ora in prigione - "il peccato più grande" è impedire al popolo cinese di conoscere la salvezza che Gesù Cristo porta al mondo: il perdono del male, la speranza nel presente e nel futuro, la carità e la solidarietà che vincono le divisioni sociali.
La festa di Agostino Zhao Rong è di buon auspicio. Il sito "Santi e beati" racconta la storia della sua conversione e il suo martirio: Egli "nacque a Kweichou in Cina nel 1746 e a 26 anni, come guardia carceraria di Wu-chuan, fu chiamato a custodire i cristiani imprigionati durante la persecuzione scoppiata nel 1772. Tra questi vi era un sacerdote che anche in carcere non esitava a spiegare le verità della fede cattolica al suo gregge. Questi era così persuasivo con le sue parole che il carceriere, ascoltandole con attenzione, si ritrovò quasi involontariamente convertito al cristianesimo.

Ricevette quindi il battesimo e la cresima il 28 agosto, assumendo il nome di Agostino in onore del santo del giorno. Postosi al servizio dei missionari ricevette l'incarico di battezzare i bambini moribondi a causa della carestia e, compiuti gli studi teologici necessari, fu ordinato sacerdote nel 1781. Si distinse in particolare come predicatore, poiché le sue parole muovevano alle lacrime gli ascoltatori con il racconto della passione di Gesù. Padre Agostino fu infine inviato nello Yunnan a convertire gli aborigeni di quella regione montagnosa, ma durante la persecuzione del 1815 fu riconosciuto come cristiano, arrestato e sottoposto a tortura fino a che morì in carcere in un giorno imprecisato di primavera".

In occasione del Giubileo del 2000, Giovanni Paolo II ha canonizzato lui e altri 119 martiri uccisi fra il 17mo secolo e il 1930, mettendo insieme in un'unica gloria, laici cinesi - anche madri, bambini e adolescenti - insieme a religiosi, religiose e missionari cinesi e stranieri che evangelizzavano la Cina. Fra questi vi è anche il mio confratello del Pime (Pontificio istituto missioni estere, Pime), p. Alberico Crescitelli, morto martire il 21 luglio, durante la rivolta dei Boxer.
E' stupefacente che nonostante tutta la persecuzione, non si sia fermato lo slancio e l'amore verso il popolo cinese e il desiderio che esso conosca la fede in Gesù Cristo, fonte di verità, di amore e di pace.
 


Vedi anche
Condividi sui social
Stessa rubrica
In evidenza